Adriano De Vincentiis Adesso e non sa per Quanto

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Barbara 2015
sophiabd

All'inizio degli anni '80 ero appena adolescente e i primi fumetti che ho scoperto erano dentro quel contenitore assurdo, stampato su carta improbabile, tenuto insieme da delle spille di metallo che si chiamava “Lanciostory”.
Disegnavo già da molto tempo ma non avrei mai immaginato che avrei potuto mettere a frutto la passione irrinunciabile per il disegno in una cosa così bella ed eccitante come un fumetto, se non lo avessi visto lì, su quelle pagine, rappresentato da disegnatori eccelsi. Fu un vero e proprio shock, shock causato principalmente da un'opera che per me spiccava tra quelle pagine, in mezzo ad una quantità di talenti argentini e spagnoli da far paura. Era “Barbara”. Disegnata dal magistrale Juan Zanotto e sceneggiata da Riccardo Barreiro.

Dal primo istante in cui i miei occhi adolescenti si fermarono su quei disegni qualcosa cambiò per sempre nella mia vita: C'era tutto quello che avrei potuto desiderare, fantascienza post atomica, città distrutte e deserte, astronavi e pistole laser e soprattutto Lei. Una femmina meravigliosa dal volto inoffensivo che indossava esclusivamente un bikini di jeans strappato e rovinato, una benda rossa su capelli neri corvini e stivali di camoscio. Il tutto era disegnato con una precisione ed uno stile realistico, dinamico e naturalistico da lasciare senza fiato.
Ho copiato Barbara dai disegni di Zanotto decine e decine di volte in quegli anni, giocando ad aprire, nei miei disegni, quel pantaloncino di jeans per rivelare solo a me stesso, in disegni segreti e traboccanti di eccitazione erotica, quello che non riuscivo a vedere in quelle pagine: Il pube di questa donna fantastica che avevo necessariamente ricostruito con logica e deduzione come folto di peli neri e forti. Questi disegni erano segreti, provavo una certa timidezza a pensare che qualcuno li potesse scovare, perché consapevole di averli fatti esclusivamente per me, per un mio bisogno fortemente erotico e di contemplazione di questo personaggio.

Un sogno.

Questa dimensione personale e segreta del disegno l'ho conservata fino ad oggi come un tesoro inestimabile, la carica erotica e di desiderio in un disegno non può scaturire se non vi è un desiderio devastante prima nel disegnatore verso il suo soggetto, e questo lo devo a Barbara, a Juan Zanotto e a Riccardo Barreiro, verso i quali sarò interiormente genuflesso in ossequioso rispetto per il resto della mia vita.

Oggi mi trovo a lavorare di nuovo, dopo tantissimi anni, su Barbara, in occasione di una richiesta da parte di un editore di realizzare delle immagini di copertina e quarta di copertina per una edizione in cofanetto che raccoglierà tutta l'opera di questi due geni.

Un cerchio che pone le sua fondamenta in pomeriggi primaverili di solitudine e diletto infinito nel disegno e nel sogno, risalenti alla mia adolescenza, si chiude dolcemente per me, mentre continuo a produrre disegni su di lei, come se fossero un segreto da custodire solo per me stesso, e nessun altro.


L'uscita è prevista per settembre, da 001 Edizionii, edizione a tiratura limitata in cofanetto, qui in anteprima la cover, disegnata, inchiostrata e colorata da me, insieme ad alcune bozze e disegni per la quarta di copertina.

L'immagine di copertina è volutamente giocata sui toni di un tipo di colorazione d'altri tempi, e il centro focale è un'alba su un nuovo mondo, un sole che nasce sulle rovine di un mondo distrutto dalla competizione del maschio mentre la luce del nuovo sole, centro compositivo e semantico dell'immagine, incontro ed incrocio di tutte le fuge e diagonali, coincide con il sesso del femminile, forza creatrice. Una donna sulle rovine del vecchio mondo, calore e luce di una nuova vita: Inno ad una augurata ed imminente Gynocrazia totalitaria.

Tra queste rovine, il cinema, volutamente inserito a destra come messaggio personale alla rovina del cinema moderno, specialmente in relazione al mondo del fumetto.




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